mercoledì 7 marzo 2012

MARCIA PER LA VITA

SECONDA MARCIA NAZIONALE PER LA VITA A ROMA

Come da volantino che segue, informiamo che è stata organizzata
LA SECONDA MARCIA NAZIONALE PER LA VITA
CHE SI TERRÀ A ROMA DOMENICA 13 MAGGIO,

festa della Madonna di Fatima e anniversario dell’attentato a Giovanni Paolo II.

Arriveranno pullman da tutta Italia ma anche dall’estero e ci auguriamo vivamente che la nostra Patria sappia dare il meglio di sé in questa manifestazione di grande importanza a livello mondiale perché ciò che fa l’Italia è risaputo in tutto il mondo e noi vogliamo far sentire la nostra voce in favore della dignità di ogni vita umana, dal concepimento fino alla morte naturale, e contro ogni tipo di violenza, sopraffazione, strumentalizzazioni e schiavitù della persona durante tutta la sua vita terrena.

Ci sono pullman che da varie città d’Italia partono o per un solo giorno, o per due, o anche per tre giorni al fine di poter abbinare anche la visita alle bellezze di Roma Cristiana.

Il CORTEO SI SNODERA’ DAL COLOSSEO CON PARTENZA ALLE ORE 9,30
E ARRIVO A CASTEL SANT’ANGELO ORE 12 CIRCA.

Il Santo Padre per voce del Card. Ruini da la sua benedizione all’iniziativa
perché in quel giorno sarà ad Arezzo.

ADERISCI ANCHE TU CON TUTTA LA TUA FAMIGLIA, AMICI E CONOSCENTI.

Per informazioni e iscrizioni:  06/3233370   info@marciaperlavita.it


PER LA CITTA’ DI VERONA

Partenza sabato 12 e rientro domenica 13     Alberto Zelger 335.8254847        alberto.zelger@iol.it
                                                                       Gianfranco Tommasi 347/9779806 giatomm@libero.it
                                                                       Giovanni Pevarello  333.7092610  nanipeva@yahoo.it

Partenza e rientro il 13 maggio            Andrea Pernigotti  349.4676858  rwregan@hotmail.com

Partenza venerdì 11 e rientro domenica 13      Patrizia Stella  347/3012846 (vedi locandina sotto)


La locandina sottostante può essere stampata e affissa in qualche luogo privato,
tipo associazioni, club, parrocchie ecc.





GITA-PELLEGRINAGGIO A ROMA

IN OCCASIONE DELLA
SECONDA MARCIA NAZIONALE PER LA VITA

VENERDI’ 11    SABATO 12    DOMENICA 13 MAGGIO

Venerdì mattina: Partenza con autobus gran turismo e sosta al Santuario Madonna delle Vertighe vicino ad Arezzo.  S. Messa e pranzo al sacco nel prato adiacente.

Venerdì pomeriggio   Collocamento presso L’Istituto Maria Immacolata nei pressi del Vaticano e visita alla Basilica di S. Pietro e alle tombe dei Papi. Se possibile visiteremo la Cappella Sistina restaurata di recente.

Sabato tutto il giorno:  S. Messa all’Istituto e prima colazione.
Visita a piedi con soste di riposo e per il pranzo nei luoghi più caratteristici della città, (Piazza del Popolo, di Spagna, dei Trevi, Altare della Patria, Campidoglio, Fori Imperiali, Colosseo, Chiese sul percorso, comprese le Basiliche dell’Ara Coeli, S. Maria Maggiore, S. Maria degli Angeli). 
Cena all’Istituto. Dopo cena Roma by night col pullman. Per chi non può camminare, navetta ‘Roma cristiana’. Pagamento a parte.

Domenica mattina: S. Messa e colazione all’Istituto.
Valigia pronta alla hall e partenza col pullman per il Colosseo da dove partirà il corteo della Marcia pro vita e si snoderà nei percorsi più belli di Roma fino ad arrivare a Castel Sant’Angelo. 
Pranzo nelle vicinanze e partenza per rientro a Verona.

Prezzo totale di tre giorni e due notti tutto compreso
Euro 220, 00 a testa (più euro 30 per stanza singola)
Per i bambini sotto i 12 anni prezzo speciale E. 110,=
Viaggio in pullman gran turismo, due colazioni, due pranzi e due cene bevande comprese. ACCONTO EURO  50,00 ALLA PRENOTAZIONE

PER INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI
Patrizia Stella    tel.. 347/3012846

Il programma potrebbe subire piccole variazioni a causa di imprevisti.
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CHIUSURA ISCRIZIONI:    31 MARZO

domenica 26 febbraio 2012

Il Satana dimenticato


 


Chi pensa più agli esorcisti? Parla Gabriele Amorth, dal 1986 in prima linea contro il Grande Nemico. “Su quel fronte purtroppo siamo rimasti in pochi”
Un giorno padre Gabriele Amorth, l’anziano sacerdote paolino divenuto esorcista della diocesi di Roma nel 1986 per mandato firmato dal cardinale vicario di allora Ugo Poletti – da poco ha dato alle stampe “L’ultimo esorcista” (Edizioni Piemme, 266 pagine, 16,50 euro) –, viene ricevuto da un’eminenza importante della Santa Sede.
“Buon giorno eminenza, sono padre Gabriele Amorth. Sono un sacerdote paolino. Abito a Roma. Sono anche l’esorcista ufficiale della…”.
“So chi è lei. Ho sentito parlare di lei. Mi dica. Cosa vuole?”.
“Avrei bisogno di incontrarla”.
“Per quale motivo?”.
“Be’, vede, ho messo insieme un’associazione di esorcisti. Ci riuniamo a Roma per confrontarci e aiutarci. Sa, nel mondo siamo talmente pochi”.
“Senta. Adesso non ho tempo. Se vuole può venire a casa mia domani. Così mi dice quello che vuole. Saluti”.
Il cardinale chiude la telefonata piuttosto bruscamente. O almeno così pare a padre Amorth. Qualcosa gli dice che non gli sta simpatico. Il giorno dopo si fa annunciare in casa sua all’orario stabilito. Un pretino ossequioso entra in una stanza in fondo a un corridoio. Esce pochi istanti dopo senza guardare Amorth. Entra in un’altra stanza senza dire nulla.
“Avanti!”, urla una voce roca che Amorth intuisce provenire dalla stanza in fondo al corridoio. Entra. Sua eminenza è seduta su una poltrona. Davanti a sé ha un televisore acceso. In mano il telecomando. Gli fa cenno di sedersi su una poltrona. Quindi, una volta sedutosi, spegne la tv.
“Lei voleva vedermi. Dunque eccomi qua. Mi dica”.
“Ecco, eminenza. Ci tenevo a informarla del fatto che, in qualità di esorcista della diocesi di Roma, ho pensato di convocare un piccolo raduno di esorcisti. Siamo in pochi nel mondo e in pochissimi in Italia. Ho pensato che vederci ci avrebbe aiutato. E’ un mestiere difficile. Così sono venuto qui soltanto per informarla di questa iniziativa”.
“Ma deve informare Ruini – il cardinale Camillo Ruini è, nel momento in cui avviene questo colloquio, ancora il vescovo vicario per la diocesi di Roma, il successore di Poletti, ndr –, non me. Io dirigo un ufficio vaticano che sulla carta potrebbe avere competenza in materia ma soltanto sulla carta. Chi deve essere informato è Ruini”.
“Eminenza, Ruini è già informato. Gli ho scritto personalmente. Mi sembrava buona cosa avvisare anche lei…”.
“Sì, sì, per carità. Ha fatto bene. Ma tanto questa storia del diavolo…”.
“Come scusi?”.
“Sto dicendo, lei fa l’esorcista, ma lo sappiamo entrambi che Satana non esiste, no?”.
“Come sarebbe a dire ‘sappiamo che non esiste’”.
“Padre Amorth. Per favore. Lei lo sa meglio di me che è tutta superstizione. Non mi vorrà mica far credere che lei ci crede davvero?”.
“Eminenza, mi stupisce sentire queste parole da una personalità così importante come lei”.
“La stupisce? Ma come? Non mi dica che lei davvero ci crede!”.
“Io credo che Satana esiste”.
“Davvero? Io no. E spero che nessuno ci creda. Diffondere certe paure non è buona cosa”.
“Be’, eminenza, non deve dirlo a me. Anzi, se posso le suggerirei una cosa”.
“Mi dica pure”.
“Lei dovrebbe leggere un libro che forse può aiutarla”.
“Ah sì? Quale libro, padre Amorth?”.
“Lei dovrebbe leggere il Vangelo”.
Un silenzio glaciale cala nella stanza. Il cardinale guarda Amorth serio senza rispondere. Amorth lo incalza.
“Eminenza, è il Vangelo che parla del demonio. E’ il Vangelo che racconta di Gesù che scaccia i diavoli. Non solo, è il Vangelo che dice che tra i poteri che Gesù ha dato agli apostoli c’è quello di scacciare i demoni. Cosa vuole fare, buttare a mare il Vangelo?”.
“No, ma io…”.
“Eminenza, voglio essere franco con lei. La chiesa commette un grave peccato a non parlare più del demonio. Le conseguenze di questo atteggiamento sono gravissime. Cristo è venuto e ha combattuto la sua battaglia. Contro chi? Contro Satana. E l’ha vinto. Ma lui è ancora libero di tentare il mondo. Oggi. Adesso. E lei cosa fa? Mi dice che sono solo superstizioni? Anche il Vangelo allora è solo superstizione? Ma come può la chiesa spiegare il male senza parlare del demonio?”.
“Padre Amorth, Gesù scaccia i demoni è vero. Ma è solo un modo di dire per mettere in evidenza la potenza di Cristo! Il Vangelo è un’espressione continua di parabole. Sono tutte parabole. Gesù ha sempre insegnato per parabole”.
“Ma eminenza, quando Gesù vuole usare una parabola lo dice chiaramente. Il Vangelo dice: ‘Gesù riferì loro questa parabola’. Mentre il Vangelo distingue nettamente fatti storici realmente accaduti, le guarigioni, gli insegnamenti, i rimproveri, gli esorcismi distinguendo questi ultimi dalle guarigioni. Quando Gesù scaccia i demoni non si tratta di una parabola, ma di una realtà. Non ha combattuto un fantasma, ma una realtà, altrimenti si sarebbe trattato di una farsa. Tanti santi hanno combattuto col demonio, tanti santi sono stati tentati dal demonio, pensi ad esempio alle esperienze dei padri del deserto, tanti santi hanno operato esorcismi. Allora sarebbero stati tutti falsi, tutti nevrotici? Come si fa a non credere all’esistenza di Satana?”.
“Va bene, ma anche ammesso che fossero fatti reali, anche ammesso che Gesù davvero ha scacciato i demoni, resta il fatto che Gesù, con la sua risurrezione, ha vinto tutto, e quindi ha vinto anche il demonio”.
“Sì, è vero, ha vinto tutto. Ma questa vittoria si deve applicare e deve essere incarnata nella vita di ognuno di noi. Cristo ha vinto ma la sua vittoria per noi deve essere riaffermata giorno dopo giorno. La nostra condizione di uomini ce lo impone. L’azione del demonio non è stata completamente annullata. Il demonio non è stato distrutto. Il Vangelo dice che il demonio esiste e che ha tentato persino Cristo. Gesù ha dato le armi, le ha date anche a noi, per vincerlo. Il demonio può ancora tentarci, tutti possiamo essere tentati, come dimostra la preghiera contro il maligno che Gesù stesso ci ha insegnato, nel Padre nostro. Fino al Vaticano II al termine della messa si diceva la preghiera a san Michele Arcangelo, il piccolo esorcismo composto da papa Leone XIII e si leggeva il Prologo del Vangelo di san Giovanni proprio in chiave liberatoria”.
Sua eminenza non sa più che dire. Non parla e non reagisce. Amorth si alza, saluta e se ne va. E pensa: “Fino a qui siamo arrivati?”.
* * *
Non è facile parlare di esorcismi, possessioni malefiche, insomma di Satana. E’ un tema che anche la chiesa cattolica cerca sempre di prendere con le pinze. Non tutti credono nell’esistenza di Satana all’interno della chiesa, ma si tratta di una minoranza. La paura, legittima, è più che altro paura del sensazionalismo, di un tema delicato trattato spesso con caratteri troppo forti. Poi, certo, c’è il timore dell’ignoto, del male che diviene presenza, spirito esistente. Anche Amorth, quando il cardinale Poletti gli ha chiesto di diventare esorcista, ha avuto paura.
Dice: “Mi trovo nell’appartamento del cardinale Ugo Poletti, vescovo vicario di Roma. Come tutti sanno il vescovo di Roma è il Papa. Ma il Pontefice, dal sedicesimo secolo in poi, ne ha delegato il governo pastorale a un vicario. E’ l’11 giugno 1986. Poletti usa ricevere i preti senza fissare un appuntamento. Anche io, quel giorno, ho seguito la prassi. Mi sono presentato senza appuntamento. E sono stato immediatamente ricevuto. Non ho qualcosa di particolare da chiedere al mio vescovo, voglio soltanto scambiare con lui quattro chiacchiere. Spesso è di questo che i preti hanno bisogno. Poletti lo sa e non pretende mai che si debba avere una motivazione importante per bussare alla sua porta. Mi chiede del mio lavoro all’interno della Società San Paolo. Sono, infatti, un prete paolino, giurista, appassionato di mariologia, giornalista professionista e direttore del mensile Madre di Dio. Non so spiegare per quale motivo, ma a un certo punto la conversazione cade su padre Candido Amantini, e cioè su colui che da trentasei anni è l’esorcista ufficiale della diocesi di Roma.
‘Lei conosce padre Candido?’, mi chiede Poletti sorpreso. ‘Sì’, rispondo. ‘Mi sono avvicinato al luogo dove fa esorcismi, il Santuario della Scala Santa che si trova a pochi passi da qui, per curiosità. L’ho conosciuto e ogni tanto vado a trovarlo’.
Poletti è un cardinale capace di governare. E di decidere. Quando prende una decisione la mette subito per iscritto, con tanto di firma leggibile e timbro in calce al foglio. Rimango sorpreso quando, senza dare spiegazioni, apre un cassetto della scrivania, tira fuori un foglio con la carta intestata della diocesi e si mette a scrivere a mano. Scrive per un minuto. Poche righe vergate con inchiostro nero. Quindi tira fuori un timbro, un solo colpo secco in basso a destra. Non oso chiedere nulla. Un presentimento si affaccia alla mia mente ma subito lo scaccio in attesa che sia lui a parlare. ‘Benissimo’, dice il cardinale chiudendo il foglio in una busta che lascia aperta prima di porgermela. ‘Questa busta è per lei. Complimenti. So che farà bene’. Per qualche istante non so che dire. Mentre ricevo la busta mi viene in mente quello che sempre mi diceva il mio padre spirituale ai tempi del seminario. ‘Come si fa a sapere se si sta facendo la volontà di Dio? Solo se si obbedisce al proprio vescovo si è sicuri di essere sulla giusta strada’.
Decido di aprire la busta davanti al cardinale. Ne leggo il contenuto e vi trovo esattamente quanto avevo immaginato. Poche parole piuttosto eloquenti.
‘Roma, 11 giugno 1986
Io, il cardinale Ugo Poletti, arcivescovo vicario della città di Roma, con la presente nomino esorcista della diocesi padre Gabriele Amorth, religioso della Società San Paolo. Egli si affiancherà a padre Candido Amantini fino a quando sarà necessario.
In fede, card. Ugo Poletti, arcivescovo vicario di Roma’.
‘Eminenza, io…’.
‘Caro padre Gabriele, non occorre che dica nulla. Così ho deciso e così deve essere. La chiesa ha un disperato bisogno di esorcisti. Roma soprattutto. Ci sono troppe persone che soffrono perché possedute e nessuno è incaricato di liberarle. Padre Candido da tempo mi ha chiesto un aiuto. Io ho sempre tergiversato. Non sapevo chi mandargli. Quando lei mi ha detto che lo conosceva ho capito che non potevo indugiare oltre. Lei farà bene. Non abbia paura. Padre Candido è un maestro speciale. Saprà come aiutarla’.
Rimango senza parole. Il Vangelo lo conosco bene. So che il potere di scacciare i demoni Cristo l’ha dato agli apostoli e ai loro successori, i vescovi, i quali, a loro volta, possono delegarlo a dei semplici preti. So che la chiesa non può stare senza esorcisti, tante sono le persone possedute nel mondo. Ma, mi domando, sarò capace? E poi, perché io?
Esco dall’ufficio del cardinale Poletti con il foglio di nomina in mano e tante domande e qualche paura nella mente. Dopo pochi passi capisco che c’è una sola cosa sensata da fare. E la faccio subito. La basilica di San Giovanni in Laterano è la più antica e nobile di Roma. Una delle sue cappelle laterali ha sempre presente il Santissimo, il corpo di Cristo. Entro. M’inginocchio su una delle tante panche di legno. E qui faccio la mia richiesta al cielo, o meglio alla Madonna.
‘Madre di Dio, accetto questo incarico, ma tu proteggimi col tuo manto’. E’ una supplica semplice. Un giorno, parecchio tempo dopo aver fatto quella supplica, mi trovo a esorcizzare un posseduto. Attraverso la sua voce è Satana che mi parla. Mi sputa addosso insulti, bestemmie, accuse e minacce. Ma a un certo punto mi dice: ‘Prete, vattene. Lasciami stare’.
‘Vattene tu’, gli rispondo.
‘Ti prego, prete, vattene. Contro di te non posso fare nulla’.
‘Dimmi, nel nome di Cristo, perché non puoi fare nulla?’.
‘Perché tu sei troppo protetto dalla tua Signora. La tua Signora col suo manto ti circonda e io non posso raggiungerti’”.
* * *
Beninteso, a volte Satana ha raggiunto Amorth, almeno a parole. Così fu in occasione del suo primo esorcismo.
Lo racconta lo stesso Amorth: “L’Antonianum è un grande complesso situato a Roma in via Merulana, poco distante da piazza San Giovanni in Laterano. Lì, in una stanza poco accessibile ai più, faccio il mio primo grosso esorcismo.
E’ il 21 febbraio 1987. Un frate francescano di origine croata, padre Massimiliano, ha chiesto aiuto a padre Candido per il caso di un contadino dell’agro romano che, secondo il suo parere, ha bisogno di essere esorcizzato. Padre Candido gli dice: ‘Non ho tempo. Ti mando padre Amorth’.
Entro nella stanza dell’Antonianum da solo. Sono arrivato con qualche minuto d’anticipo. Non so cosa aspettarmi. Il primo a entrare nella stanza è padre Massimiliano. Dietro di lui, un’esile figura. Un uomo di venticinque anni, magro. Si notano le sue umili origini. Si vede che tutti i giorni ha a che fare con un lavoro bellissimo ma anche molto duro. Le mani sono ossute e grinzose. Mani che lavorano la terra. Prima ancora che inizi a parlargli, entra una terza persona, inaspettata.
‘Lei chi è? chiedo.
‘Sono il traduttore’, dice.
‘Il traduttore?’.
Guardo padre Massimiliano e chiedo spiegazioni. So che ammettere nella stanza dove si svolge un esorcismo una persona non preparata può essere fatale. Satana durante un esorcismo attacca i presenti se impreparati. Padre Massimiliano mi rassicura: ‘Non gliel’hanno detto? Quando va in trance parla solo in inglese. Serve un traduttore. Altrimenti non sappiamo cosa vuole dirci. E’ una persona preparata. Non commetterà ingenuità’.
Indosso la stola, prendo in mano il breviario e il crocifisso. A portata di mano tengo l’acqua benedetta. Inizio a recitare l’esorcismo in latino. Il posseduto è una statua di sale. Non parla. Non reagisce. Rimane immobile seduto sulla sedia di legno dove l’ho fatto accomodare. Recito il salmo 53.
È a questo punto che, di colpo, il contadino alza la testa e mi fissa. E nello stesso istante esplode in un urlo rabbioso e spaventoso. Diventa rosso e inizia a urlare invettive in inglese. Rimane seduto. Non si avvicina a me. Sembra temermi. Ma insieme vuole spaventarmi.
‘Prete finiscila! Zitto, zitto, zitto!’.
E giù bestemmie, parolacce, minacce. Accelero col rituale. Il posseduto continua a urlare: ‘Zitto, zitto, stai zitto’. E sputa per terra e addosso me. E’ furioso. Sembra un leone pronto al grande balzo. E’ evidente che la sua preda sono io. Capisco che devo andare avanti. E arrivo fino al Praecipio tibi – Comando a te. Ricordo bene quanto mi aveva detto padre Candido le volte che mi aveva istruito sui trucchi da usare: ‘Ricordati sempre che il Praecipio tibi è spesso la preghiera risolutiva. Ricordati che è la preghiera più temuta dai demoni. Credo davvero sia la più efficace. Quando il gioco si fa duro, quando il demonio è furioso e sembra forte e inattaccabile, arriva in fretta lì. Ne trarrai giovamento nella battaglia. Vedrai quanto è efficace quella preghiera. Recitala a voce alta, con autorità. Buttala addosso al posseduto. Ne vedrai gli effetti’.
Il posseduto continua a urlare. Adesso il suo lamento è un ululato che sembra venire dalle viscere della terra. Insisto: ‘Esorcizzo te, immondissimo spirito…’. L’urlo diviene ululato. E diviene sempre più forte. Sembra infinito. Gli occhi gli vanno all’indietro. La testa penzola dietro lo schienale della sedia. L’urlo continua altissimo e spaventoso. Padre Massimiliano cerca di tenerlo fermo mentre il traduttore arretra spaventato di qualche passo. Gli faccio segno di indietreggiare ulteriormente.
Satana si sta scatenando. Continuo con le preghiere: ‘Perché stai lì e resisti, mentre sai che Cristo Signore ha distrutto i tuoi disegni…’. Il demonio sembra non cedere. Ma il suo grido ora si attenua. Adesso mi guarda. Un po’ di bava gli esce dalla bocca. Lo incalzo. So che devo costringerlo a svelarsi, a dirmi il suo nome. Se mi dice il suo nome è segno che è quasi sconfitto. Svelandosi, infatti, lo costringo a giocare a carte scoperte.
‘E ora dimmi, spirito immondo, chi sei? Dimmi il tuo nome! Dimmi, nel nome di Gesù Cristo, il tuo nome!’. E’ la prima volta che faccio un grosso esorcismo e, dunque, è la prima volta che chiedo a un demonio di rivelarmi il suo nome. La sua risposta mi raggela. ‘I’m Lucifer’, dice con voce bassa e cadenzando lentamente tutte le sillabe. ‘Io sono Lucifero’”.
Pubblicato sul Foglio sabato 4 febbraio 2012
http://www.paolorodari.com/2012/02/09/il-satana-dimenticato-chi-pensa-piu-agli-esorcisti-parla-gabriele-amorth-dal-1986-in-prima-linea-contro-il-grande-nemico-su-quel-fronte-purtroppo-siamo-rimasti-in-pochi/

Fonte: http://www.associazionelatorre.com/2012/02/il-satana-dimenticato/

martedì 27 dicembre 2011

Carceri "fantasma,, : 38 in tutta italia

23.12.11
 



Istituti nuovi, arredati, completamente attrezzati e mai utilizzati. Celle vuote in tutta Italia, da nord a sud, mentre gli istituti in funzione scoppiano di detenuti, costretti a vivere in condizioni disumane.

E-il mensile - L’VIII rapporto nazionale sulle condizioni delle carceri italiane realizzato dall’osservatorio dell’associazione Antigone ha contato ben 38 carceri fantasma in tutta Italia, ossia istituti penitenziari che, negli ultimi venti anni e più, sono stati costruiti, a volte anche arredati e vigilati ma che rimangono inutilizzati, sottoutilizzati o in totale stato d’abbandono. Solo alcuni esempi dal lungo elenco. Il carcere di Irsina (Matera) è costato 3,5 miliardi di lire negli anni Ottanta ma è stato in funzione soltanto un anno e oggi è un deposito del Comune. Il carcere di San Valentino (Pescara) è stato costruito da quasi vent’anni e non vi ha mai messo piede un detenuto: ora è in stato di abbandono. A Bovino (Foggia) c’è una struttura da 120 posti pronta, ma non è mai stata aperta. Sempre a Foggia, ad Accadia, un penitenziario è stato ultimato nel 1993 ma non è mai stato utilizzato. Il penitenziario di Codigoro (Ferrara) nel 2001, dopo lunghi lavori, sembrava pronto all’uso ma oggi è ancora chiuso. A Revere (Mantova), dopo vent’anni dall’inizio dei lavori di costruzione, il carcere con capienza di 90 detenuti è ancora incompleto. I lavori sono fermi dal 2000 e i locali, costati più di 2,5 milioni di euro, sono già stati saccheggiati. Ad Agrigento nella sezione femminile ci sono sei detenute per cento posti. L’istituto penitenziario di Castelnuovo della Daunia (Foggia) è arredato da 15 anni e non è mai stato inaugurato. Nel carcere di Monopoli (Bari) non ci sono mai stati i detenuti, ma sono stati sfrattati degli occupanti abusivi che vivevano nelle celle in abbandono da 30 anni. L’elenco potrebbe continuare.

Nel frattempo, le celle dei 206 istituti in funzione sul territorio italiano scoppiano: al 30 settembre 2011 c’erano 21mila detenuti in eccesso rispetto ai posti disponibili. Ad Agrigento sono detenute 450 persone per 250 posti. Le celle di 6 metri quadrati erano state progettate per ospitare una sola persona, invece oggi ci vivono in tre. Non c’è l’acqua calda e il riscaldamento, i muri sono pieni di crepe e, quando fuori piove, piove anche dentro. A Mantova i detenuti sono stati alloggiati anche in sala colloqui. Nel carcere di Poggioreale (Napoli) si fanno i turni per stare in piedi e il water è dietro una tenda in cucina. A Reggio Calabria, per mancanza di personale, un detenuto non ha potuto fare visita al padre morto. Con questi dati non stupisce l’impressionante tasso di suicidi che colpisce i carcerati: in carcere si suicida un detenuto su mille, mentre fuori l’incidenza è di una persona su ventimila.

Fonte: http://www.laperfettaletizia.com/2011/12/carceri-fantasma-38-in-tutta-italia.html

giovedì 7 luglio 2011

Conferenza sulla No194

Da sinistra: avv. Pietro Guerini, Cav. Mauro Mazzoni, Magistrato Giacomo Rocchi,
avv. Massimo Mallucci, dott. Fabrizio Lastei

Alleanza Monarchica sotto la supervisione del segretario regionale Cav.Mazzoni Mauro ha organizzato una conferenza sul tema dell'aborto legge 194, il giorno di domenica 3 luglio 2011 all'hotel AC di Lucca, hanno partecipato il Dott. Lanatà esperto in ginecologia e ostetricia, il segretario nazionale di Alleanza Monarchica avv. Mallucci, il Magistrato Dott.Giacomo Rocchi, il Dott. Lastei del movimento Militia Christi,il dott. Silli assessore all'immigrazione del comune di Prato e vice segr. PDL di Prato, responsabile provinciale dell’associazione M.E.D.I.C. , l'avvocato Aldo Ciappi rappresentante l'associazione Scienza e Vita per Pisa e Livorno. Si calcola che sei milioni di persone non siano nate dal momento a far data dall'entrata in vigore della legge, Il segretario cav. Mauro Mazzoni fa osservare un minuto di silenzio. L'incontro si è sviluppato sul tema dell'aborto in generale e dell'applicazione della legge 194 in particolare. Per quanto riguarda il tema dell'aborto e definizione dello stesso è intervenuto dott. Latanà, specialista in ostetricia e ginegologia, il dottore si è soffermato in particolare sull'evoluzione storica del fenomeno abortivo, affermando che lo stesso è sempre esistito seppur circoscritto a particolari contingenze; tale fenomeno è poi evoluto con il cambio delle mentalità a partire degli anni sessanta, ad oggi l'uso della pillola e della spirale è limitato in quanto ritenuto invasivo, l'aborto come misura contraccettiva risulta prevalente. Secondo il Dott.Latanà esistono vari tipi di aborto quello clandestino ovvero quello praticato fuori dall'osservanza della legge 194, esiste l'aborto praticato in altri paesi in osservanza delle norme colà vigenti che possono essere più o meno stringenti rispetto a quelle italiane, esiste la possibilità di aggirare nella pratica la normativa italiana questo viene definito aborto sommerso. Il dott. Latanà ritiene che le finalità preventive della legge 194 siano state disattese e che il fenomeno che in conseguenza della legge doveva essere limitato non abbia raggiunto tale scopo, denuncia la mancata assistenza secondo la sua esperienza delle donne che abortiscono, che questa assistenza venga dallo stato, dalla famiglia o dalla componente maschile della coppia spesso la più inadeguata, ritiene che l'unico modo di limitare l'aborto sia una maggiore assistenza da parte dello stato. Il Segretario Nazionale di Stella e Corona porta il saluto dell'Avvocato Vitucci Righini Presidente Nazionale del movimento, parla della necessità di riformare il sistema di assistenza sociale, in quanto la famiglia nucleo essenziale della società, il loro venir meno è una minaccia disgregativa della stessa. Parla a tale riguardo della banalizzazione del sesso e dell'amore, del venir meno dell'assistenza agli anziani ritenuti un peso, ed in conseguenza del venir meno dell'identità nazionale, chiede il rispetto del diritto naturale inteso quale diritto di vivere e morire senza interferenza da parte dello stato, critica il relativismo storico dominante. Interviene il dotto Giacomo Rocchi Magistrato il quale ritiene l'aborto “uccisione cruenta di un essere umano in fase di sviluppo” riporta le legislazioni di Polonia, Ungheria ,Irlanda le più restrittive in materia, Riporta altresì l'assenza di riferimenti al concepito o al padre del concepito.Il bambino in quanto tale emerge solo quando si parla di malformazione o di vita autonoma dello stesso. Critica il meccanismo delle diagnosi prenatali le quali danno risposte probabilistiche e il sistema legislativo che tutela i padri irresponsabili, il magistrato ritiene sulla scorta della giurisprudenza che l'aborto sia un diritto soggettivo potestativo della donna non negabile pena il risarcimento danni a favore della stessa.

Interviene l'Avv. Pietro Guerini del comitato nazionale No 194 che denuncia l'assoluta mancanza di tutela nel quadro legislativo vigente riguardo la figura del concepito, e si pronuncia per la ricostruzione di una mentalità pro vita. Interviene il responsabile di Militia Christi dott. Fabrizio Lastei che denuncia come la legge 194 parli di prodotto del concepimento invece che di bambino. Interviene l'assessore all'immigrazione Pili del comune di Prato che parla di argomento scomodo in quanto distrugge consenso, Libertà non significa Anarchia. Interviene per ultimo L'Avvocato Ciappi per Scienza e Vita di Pisa e Livorno che ribadisce contrarietà al fenomeno abortivo. Erano presenti la signora Colonnello Mara, con delega del dott. Deotto direttore del giornale cattolico ondine Riscossa Cristiana, l’architetto Donatella Pera resp. Provinciale dell’associazione M.E.D.I.C., il dott. Giulio Dante Guerra ricercatore scientifico CNR Pisa per Alleanza Cattolica, dott. Luca Ferrari segr. prov. di Parma di Stella e Corona e il segr. Prov. di Pisa di Stella e Corona Vico Benedetto che ha coordinato tutti i lavori tecnici

All'incontro è seguita cena conviviale.

Dott. Thomas Aveni Tramazza

venerdì 17 giugno 2011

Conferenza "Voglio Vivere"

Domenica 03-07-2011 con inizio alle ore 17:00 presso l’Hotel Eurostars (V.Le Europa 1135 Lucca subito dopo l’uscita dell’autostrada per Lucca accanto al McDonald Sala primo piano).
Si terrà una conferenza organizzata del Vice Coordinatore della Toscana di Stella e Corona Cav. Mauro Mazzoni sulla No194 dal titolo “Voglio vivere”.



Interverranno:
- il seg. naz. di Stella e Corona avv. Massimo Mallucci
- avv. Pietro Guerini portavoce nazionale comitato No194 (http://www.no194.org/)
- dott. Paolo Deotto storico, saggista, filosofo e direttore del periodico cattolico online Riscossa Cristiana (www.riscossacristiana.it)
- dott. Giacomo Rocchi magistrato

martedì 14 giugno 2011

LO STATO: la necessità della cultura per l'azione politica

12 giugno 2011
La crisi profonda in cui si dibatte la Società riguarda ormai tutti gli aspetti della vita quotidiana, né si deve credere che i problemi materiali non abbiano anch’essi una radice più profonda, strutturale a un sistema che sembra giunto al capolinea.  Una crisi finanziaria a livello mondiale ha messo a nudo non solo l’inganno fondamentale di un’economia cartacea, ma anche e soprattutto l’inganno di una Società ormai priva di riferimenti, in cui tutto diviene possibile, perché nessuno sa più definire il confine tra il possibile e l’impossibile, tra il lecito e l’illecito, in definitiva tra il bene e il male. Lo Stato, espressione della Società che lo ha creato, è sempre più un fantasma, privo di un’identità e incapace di una reale tutela dei cittadini.
La convulsione politica è ormai la quotidianità nel nostro Paese, e le recenti elezioni amministrative hanno avuto toni isterici, inevitabili quando il confronto politico è ormai ridotto a scontro tra nemici, anziché a confronto tra progetti politici concreti. Non esiste più in Italia una Cultura politica. Chi non ha cultura politica, non ha in definitiva una politica. Una sinistra che esulta, non ha tuttavia nulla da dire, poggia sul nulla, e si rifugia negli estremismi per darsi un’identità. Una destra che piange deve rendersi conto che non poteva proseguire all’infinito in un’azione politica che, pur ricca di molte realizzazioni concrete, tuttavia non ha saputo darsi una base solida, un progetto politico concreto e globale, che peraltro può nascere solo se chi fa politica sa realmente perché la fa, e cosa vuole costruire.
Le sottoculture dominanti sono dei paurosi vuoti pneumatici, e qui si apre il problema più direttamente “nostro”, di noi cattolici. Siamo gli unici in grado, non per merito nostro, ma in virtù del fatto che il cattolicesimo non è un oscuro spiritualismo, ma è il sale della terra e la luce del mondo, siamo gli unici, dicevo, a poter esprimere un progetto politico vero, vivo e costruito per il bene della Società. La vecchia democrazia cristiana, assolto il suo compito storico di argine al comunismo, non seppe andare più in là e si adagiò nella pura gestione del potere, e per conservarlo non esitò a prostituirsi in mille modi. Fece molto per l’Italia. Di sicuro da un certo momento in poi non fece più politica, nel senso più nobile e vero del termine. Fece partitismo e spartizione del potere.
Dobbiamo costruire, praticamente ex novo, una Cultura cattolica che sappia generare un vero progetto politico. Né ci mancano i validi punti di riferimento, primo fra tutti il grande Pontefice Pio XII, capace di una visione sociale e politica di ampio respiro, profonda e ricca. Non si tratta, come paventeranno i laicisti, di costruire una teocrazia, bensì di costruire un progetto politico che finalmente abbia delle basi vere, non mendicate dalle dottrine decotte e ossequente alle mode correnti, ma fondato sulla roccia.
Tutto il resto sono parole, e se andremo avanti a parole vedremo solo la distruzione della Società, perché una Società senza valori e senza una cultura vera e legata a questi valori, è destinata a morire, schiacciata dal suo stesso vuoto. E se ben guardiamo, questa Società si agita già nei sussulti dell’agonia.
PER QUESTI MOTIVI, PER COLLABORARE ALLA COSTRUZIONE DI UNA CULTURA POLITICA CATTOLICA CHE POSSA RIDARE SPERANZA AL NOSTRO PAESE, ABBIAMO FONDATO “LO STATO”, RIPRENDENDO IL NOME GLORIOSO DELLE RIVISTE DI CARLO COSTAMAGNA E DI GIANNI BAGET BOZZO.
LO STATO si propone come strumento di cultura politica italiana, di studio filosofico, giuridico, storico e politico, per affrontare con realismo, e su solide basi, le problematiche dello Stato moderno.
LO STATO si presenta ora con contributi di Giulio Alfano, Piero Vassallo, Emilio Artiglieri, Guido Vignelli, Padre Giovanni Cavalcoli, Paolo Deotto.  
Chi desideri essere tempestivamente aggiornato sui nuovi articoli che verranno inseriti e sulle future iniziative culturali (convegni,dibattiti, corsi di studio) può inviare una mail a lo.stato@email.it , indicando nell’oggetto “Lo Stato – iscrizione agli aggiornamenti”.
Gli Autori che desiderino collaborare con LO STATO dovranno inviare i loro lavori, corredati da un breve curriculum, allo stesso indirizzo sopra indicato. La pubblicazione sarà effettuata a insindacabile giudizio del Direttore scientifico.


P. D.

domenica 12 giugno 2011

28 MAGGIO 2011. IL POPOLO PER LA VITA HA INIZIATO IL SUO CAMMINO - di Mara Colonello

di Mara Colonello


Sono entrata in contatto con il Comitato no 194 qualche mese fa grazie a Riscossa Cristiana e, saputo della necessità di sensibilizzare le persone sul tema antiabortista e sullo scopo del Comitato, mi sono offerta di trovare dei luoghi dove il portavoce del Comitato, Pietro Guerini, potesse fare delle conferenze e trattare questi argomenti.
Dato il tema antiabortista e date le mie conoscenze tra i religiosi, suore e sacerdoti, mi è sembrato un compito piuttosto semplice da realizzare, ma che purtroppo si è rivelato molto difficile e mi ha riservato delusioni ed amarezza, perché, tranne in un caso in cui l’ospitalità è stata accordata, ho ricevuto sempre dinieghi motivati da “non lo riteniamo opportuno / non è il momento opportuno”, alternato da “abbiamo già tanti eventi”.
Non so se in questa società è ancora permesso scandalizzarsi, ma io mi sono scandalizzata! Il buon senso e la buona educazione mi hanno suggerito di accettare il diniego senza polemiche, ma avrei tanto voluto chiedere: scusi, ma di quale opportunità stiamo parlando ? forse di quella politica ? di quella socio-culturale ? devo quindi pensare che i religiosi hanno piegato il loro pensiero al pensiero politico-socio-culturale dominante indipendentemente dal disvalore di quel pensiero ?! devo pensare che piuttosto che “urtarsi” con il politically correct  la loro coscienza riesce a convivere con la realtà in divenire di 5 milioni di feti soppressi, fatti a pezzi, buttati nei rifiuti, frullati per farne creme cosmetiche, dati alle case farmaceutiche per sperimentazioni ?! devo pensare che magari queste stesse persone sono state pronte a scandalizzarsi per il comportamento sessuale di Berlusconi ?! La differenza è che le donne che accettano gli inviti di Berlusconi, qualora non consenzienti e non maggiorenni, possono difendersi, citarlo in tribunale e soprattutto hanno una potenzialità massmediatica planetaria, al contrario i bambini soppressi nella fascia prenatale, sicuramente non consenzienti e non maggiorenni, non possono difendersi, non interessano a nessuno, non meritano neppure una piccola conferenza nella sala di un oratorio di provincia! Non sia mai che disturbino qualche animo sensibile tra quelli che praticano il politically correct ! Non sia mai che la parrocchia perda qualche praticante non credente !
Le delusioni non sono mancate anche da parte di alcuni cattolici laici, i quali, alla mia proposta di aderire al Comitato no 194, mi hanno risposto che piuttosto che il nulla è meglio questa legge. Anche a queste persone vorrei chiedere: perché un cattolico che dovrebbe considerare la Vita come dono di Dio e perciò inviolabile ritiene che una legge che finora ha permesso la soppressione di 5 milioni di feti sia da considerarsi migliore di una situazione in cui non è permessa la soppressione di bambini nella fascia prenatale ? Che forse il relativismo si è impadronito delle vostre coscienze ?
Confesso che dopo queste esperienze sono stata presa dall’indignazione e dallo sconforto, che peròmarcia per la vitasono svaniti come d’incanto sabato 28 maggio a Desenzano sul Garda dove si è svolta la prima Marcia nazionale per la Vita.
È stato bellissimo scoprire che esiste una realtà completamente diversa non narcotizzata, non appiattita dal relativismo, composta da laici e religiosi che hanno partecipato alla manifestazione per affermare senza timori che bisogna fermare il massacro dei bambini, che bisogna cambiare questa legge che nega ogni diritto al nascituro e che bisogna contrastare la cultura della morte che ha messo le radici nella nostra società.
Molti di loro, riuniti in varie associazioni, già operano attivamente in difesa della vita: soccorrono le future madri in difficoltà, informano sulle alternative all’aborto, sugli aiuti economici che ad esempio la regione Lombardia offre alle madri; ma ci sono anche gruppi di preghiera che si riuniscono davanti agli ospedali per la recita del santo Rosario per scongiurare gli aborti.
La preghiera in sostegno alla Vita è stata il tratto distintivo della manifestazione, soprattutto grazie ad alcuni gruppi (Movimento Mariano – Regina dell’Amore, Movimento con Cristo per la Vita, I Consacrati a Maria) che, corona alla mano, hanno animato il santo Rosario e i canti che ci hanno accompagnato durante tutta la Marcia nel percorso tra Desenzano del Garda e l’Abbazia di Maguzzano.
Tutto questo mi ha dato nuova speranza, la speranza che grazie alla volontà, alla comunione d’intenti e alla preghiera sarà possibile abrogare questa legge contro ogni logica umana previsione. A questo proposito ricordo quando nel settembre del 1683 l’Europa e la cristianità fu seriamente in pericolo per l’invasione turca e tutto sembrava perduto a causa della superiorità numerica dell’armata turca che assediava Vienna, porta dell’occidente europeo, e del disaccordo che regnava tra i vari capi di stato europei chiamati a fronteggiare il comune nemico. In quella circostanza fu provvidenziale l’opera di mediazione del beato Marco d’Aviano, che riuscì a far superare i personalismi e le invidie e a creare alleanza e amicizia tra i governanti, nell’esclusivo interesse dei popoli europei e della cristianità: la battaglia fu vinta dagli eserciti cristiani e la vittoria attribuita all’intercessione di Maria. Lo stesso mi auguro possa accadere per la battaglia contro l’aborto, ovvero che tutte le associazioni Per la Vita possano trovare un punto di incontro per combattere unite e sconfiggere il comune nemico della Vita che è la legge 194 e che tutti possiamo pregare perché Maria ci sostenga in questa battaglia culturalmente e numericamente impari.
Ho guardato le foto scattate il 28 maggio durante la marcia da Desenzano a Maguzzano e l’impressione che il Popolo per la Vita abbia iniziato finalmente il suo cammino è fortissima.